March 18th, 2008 by admin
A noi temo non resti che piangere. A noi che sventoleremo bandiere italiane in un paese portavoce di morte. Che abbiamo politici che prendono la Cina come l’inginocchiatoio parrocchiale. A noi che la non violenza non riusciamo a praticarla nemmeno nel verde dei campi da calcio, non resta che continuare a provare a dare voce a un popolo che non si ha il coraggio di aiutare. E piangere.
Fonte della foto: www.corriere.it

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December 5th, 2007 by admin
Non che io voglia difendere a spada tratta Oliviero Toscani, provocatore d’eccellenza in un’ epoca in cui esserlo può sembrare più facile che non esserlo, ma a me questa t-shirt con scritto “è Natale? Scopiamo?” piace proprio. A 29 personaggi celebri Letizia Moratti ha chiesto di scrivere gli auguri natalizi da stampare sulle magliette che sono messe in vendita in via della Spiga e il cui ricavato andrà in beneficienza. E vi assicuro che quasi non ricordo le altre 28.Argomenta lui “È dedicata a Milano, così ingessata, non si gode più!” E alla Moratti, l’unico politico arrapante.
Mi fa un po’ ridere chi bacchetta e invoca la censura, preoccupandosi così poco di quello che realmente volgare proponiamo ogni giorno, da puntare il dito su una provocazione. Ma suvvia, non preoccupatevi, sui vostri bigliettini potete continuare a scrivere Tanti auguri per un Natale sereno anche se non ve ne frega nulla.
Merry Christmas
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November 7th, 2007 by admin
Biagi lascia nel ricordo di chi si occupa, come noi, di comunicazione, un grande esempio di vita. Innovatore discreto, avanguardista che parlava a voce bassa, umanissimo esempio di un giornalismo che non c’è più, parola schietta, scarna, spesso tagliente, umanità spiazzante mista a umorismo intelligente.Un uomo a cui ingiustamente è stata tolta la parola, ma che della semplice parola ha fatto il suo trionfo.
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October 14th, 2007 by admin
Gli esami di riparazione sono la croce attuale degli studenti, la delizia di chi fa ripetizioni. Non so se essere favorevoli faccia passare automaticamente tra la generazione dei vecchi bacchettoni, ma so che in un sistema scolastico dove troppo spesso la meritocrazia non esiste, un po’ di serietà (o almeno una parvenza) ci voleva. Chi salda il debito va avanti, chi non lo salda ripete l’anno. «I debiti ovunque si saldano, nella società come nella vita, ma attualmente questo nella scuola non accade» ha detto Fioroni. Siamo sinceri, a noi quelli che si diplomavano come gli altri anche se avevano avuto dei debiti non ci piacevano, era una forme precoce di parassitismo che nel mondo lavorativo si farà sempre in tempo a vedere. Come non ci piacciono gli studenti che protestano in pijama contro gli orari scolastici troppo mattinieri. Non ci piacciono anche se odiamo alzarci presto al mattino, quanto loro, più di loro. E poi con il gusto di entrare riposato alla seconda ora come la metteremmo? Agli esami di riparazione diciamo grazie. Non ci salveranno, questo è vero. Forse non miglioreranno nemmeno la situazione, ma vorremmo fosse un passo verso l’innalzamento culturale, verso una didattica un po’ meno folkloristica, detto da parte di chi nella scuola ci crede ancora un po’. E non è né vecchio né bacchettone.
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September 8th, 2007 by admin
Del delitto di Garlasco si dimentica con facilità il nome della vittima, un po’ meno quello delle cugine: le gemelle Cappa o, meglio, K. Sono inquietanti poiché mediaticamente perfette. Basta guardarle, con il taglio giusto, l’occhialetto giusto, la magrezza un po’ troppo da passerella, la giusta dose di sofferenza. Non hanno apparentemente sbagliato nulla. Figlie di una generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills, hanno sfruttato l’attimo, la popolarità che può capitare una volta sola, non importa in che momento. La stessa generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills però non le ha perdonate e le ha smascherate con fin troppa velocità, forse per l’eccessiva sfacciataggine, forse perché è davvero più nobile fare la letterina, la tronista. «Io sono molto predisposta a scrivere, sa? Sono quasi una giornalista. Studio comunicazione allo Iulm”, così ha risposto Paola Cappa alla giornalista di Mediaset. Eh sì nella provincia pavese benestante è difficile vivere. Qui la provincia è realmente più provincia. Le villette a schiera sono più grigie. E può sembrare forse che da fare le p.r. del Pavarotty (discobar accanto a loro) a essere giornalista, per una volta, il passo possa essere più breve del previsto. “Loro sono personaggi da reality, da tv generalista. Roba vecchia, che brucia subito”, così le ha definite Freccero (Anna, 6 settembre 2007). Così giovani e già così vecchie, morte ancora prima di nascere. Mangiate vive da una televisione e da media che non perdonano l’arretratezza soprattutto quando al varco c’ è la tua generazione che ti aspetta. Lì, impassabile, ad assassinarti con Photoshop.
Fonte delle foto: www.tgcom.mediaset.it



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August 30th, 2007 by admin
Non ci resta nemmeno più di parlare bene. Se vi avevano quasi convinto che Valentino Rossi doveva andare in vacanza con la Canalis e che è di questo che dovevate informarvi sotto l’ombrellone, ma voi fate gli alternativi e leggete letteratura di nicchia, se avevate deciso di non fare il solito turismo di massa, ebbene, nonostante tutto, ricordate che, ovunque sarete, il banalismo linguistico non vi lascerà scampo. Vorremmo che si trattasse solo delle ormai cosidette “espressioni povere” che uccidono la nostra comunicazione, in realtà è peggio. La vera piaga sono le espressioni del momento, della durata di un amore estivo ma distruttive quanto un uragano. Da bella lì a come butta, passando da bella raga, che sbatti, bella zio, hai asciugato, mandami un cuba, ce l’hai una sizza?, ci sta dentro la tipa, per me una BM, “Andiamo a ballare col mio mezzo?”, strai tranzollo.I telegiornali, in carenza di notizie, gli dedicano puntualmente un servizio, chiamandolo linguaggio giovanile. Se avrete fortuna lo ritroverete tra qualche anno in un dizionarietto di slang, con una spiegazione ancora più distruttiva dell’espressione stessa. Ma ormai sarà non solo povero, ma povero e vecchio. A tratti fastidioso per la sua stessa anima decadente, a tratti in grado di strappare un sorriso, come quando si guardano vecchi diari scolastici.Controindicazioni: moderazione se avete passato i trenta, scegliete con cura le espressioni, potete mandare un cuba ma non chiedere una sizza.Eh, che storia.
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March 6th, 2006 by admin

Ci sono cose che non si hanno ma si vorrebbero avere. Cose che si vorrebbero avere ma non si può avere. E poi ci sono cose che bisogna avere, sono quelle rassicuranti, che risolvono situazioni, problemi e mezzestagioni, anche se qualcuno dice che non esistano più. Il trench è una di queste, spopoleggia in ogni rivista e in ogni vetrina, ma non è una novità e non sarà una moda stagionale. Insomma bisogna averlo. Poi si capirà autonomamente quanto sia eclettico: jeans e t-shirt, tailleur, vestitino elegante, insomma fatene ciò che volete ma compratelo. Accorgersi che non se ne può più fare a meno sarà una gradita conferma, come indossarlo in quelle giornate né fredde né calde (e ce ne sono diverse), come ritrovarlo lì appeso alla fine dell’estate. Colore, taglio sono scelte personali ma per diventare un intramontabile deve essere beige. Il vero classico? Burberry of course! Ma nessuno si risparmia. E allora è trench fever, finalmente e come sempre.
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March 1st, 2006 by admin
I collant della prossima stagione saranno preziosi e ricercati. Da esibire senza remore. Un vero oggetto del desiderio,così ricchi di ruches svolazzanti che non passeranno di certo inosservati. E se lo dice Pierre Mantoux, calzificio milanese di culto da oltre settant’anni, ci crediamo. Segnamoci il nome: 3Divine.
Per donne con carattere.
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February 24th, 2006 by admin
Ci sono cose che non dovrebbero mai accadere. Figuriamoci alla sfilata di un grande nome. Invece la pedana di Fendi crolla, la fotografa Monica Feudi ne esce contusa e abbandona, con i colleghi, l’evento. Mi unisco a chi in questi casi cerca sempre qualcuno a cui dare la colpa puntando il dito contro chi ha svolto male il suo lavoro mettendo in pericolo anche quello degli altri. La donna presentata da Fendi nello showroom di via Sciesa 3 passa di dovere in secondo piano.
Ci sono cose che non dovrebbero mai accadere.
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February 15th, 2006 by admin
Siamo donne in preda ad una sindrome alquanto diffusa: la smania da primavera. Niente di eccezionale. Accade anche nelle altre stagioni.
Fuori fa ancora freddo e nevica. Tempo di caccia ai saldi? No, non più. Tempo di caccia ai cataloghi. Si snobbano le vetrine con soli capi invernali, si cercano nuove tendenze, si divorano gli inserti p/e delle riviste con lussuriosa gioia. Insomma ci si informa. E i cataloghi piano piano arrivano, nei negozi e online. E sono sempre belle cose.
Ballerina o zeppa? Gonna a ruota o a palloncino? E le nuove bags? Daltronde basta un po’ di fantasia e un catalogo per ingannare certi pomeriggi d’inverno e certe correnti polari. Io, dal canto mio, sto già pensando a smantellare il guardaroba invernale.
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