Le gemelle Kappa, vittime di loro stesse

Saturday, September 8th, 2007

Del delitto di Garlasco si dimentica con facilità il nome della vittima, un po’ meno quello delle cugine: le gemelle Cappa o, meglio, K. Sono inquietanti poiché mediaticamente perfette. Basta guardarle, con il taglio giusto, l’occhialetto giusto, la magrezza un po’ troppo da passerella, la giusta dose di sofferenza. Non hanno apparentemente sbagliato nulla. Figlie di una generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills, hanno sfruttato l’attimo, la popolarità che può capitare una volta sola, non importa in che momento. La stessa generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills però non le ha perdonate e le ha smascherate con fin troppa velocità, forse per l’eccessiva sfacciataggine, forse perché è davvero più nobile fare la letterina, la tronista. «Io sono molto predisposta a scrivere, sa? Sono quasi una giornalista. Studio comunicazione allo Iulm”, così ha risposto Paola Cappa alla giornalista di Mediaset. Eh sì nella provincia pavese benestante è difficile vivere. Qui la provincia è realmente più provincia. Le villette a schiera sono più grigie. E può sembrare forse che da fare le p.r. del Pavarotty (discobar accanto a loro) a essere giornalista, per una volta, il passo possa essere più breve del previsto. “Loro sono personaggi da reality, da tv generalista. Roba vecchia, che brucia subito”, così le ha definite Freccero (Anna, 6 settembre 2007). Così giovani e già così vecchie, morte ancora prima di nascere. Mangiate vive da una televisione e da media che non perdonano l’arretratezza soprattutto quando al varco c’ è la tua generazione che ti aspetta. Lì, impassabile, ad assassinarti con Photoshop.

Fonte delle foto: www.tgcom.mediaset.it

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