Esami di riparazione? Si, grazie.

Sunday, October 14th, 2007

Gli esami di riparazione sono la croce attuale degli studenti, la delizia di chi fa ripetizioni. Non so se essere favorevoli faccia passare automaticamente tra la generazione dei vecchi bacchettoni, ma so che in un sistema scolastico dove troppo spesso la meritocrazia non esiste, un po’ di serietà (o almeno una parvenza) ci voleva. Chi salda il debito va avanti, chi non lo salda ripete l’anno. «I debiti ovunque si saldano, nella società come nella vita, ma attualmente questo nella scuola non accade» ha detto Fioroni. Siamo sinceri, a noi quelli che si diplomavano come gli altri anche se avevano avuto dei debiti non ci piacevano, era una forme precoce di parassitismo che nel mondo lavorativo si farà sempre in tempo a vedere. Come non ci piacciono gli studenti che protestano in pijama contro gli orari scolastici troppo mattinieri. Non ci piacciono anche se odiamo alzarci presto al mattino, quanto loro, più di loro. E poi con il gusto di entrare riposato alla seconda ora come la metteremmo? Agli esami di riparazione diciamo grazie. Non ci salveranno, questo è vero. Forse non miglioreranno nemmeno la situazione, ma vorremmo fosse un passo verso l’innalzamento culturale, verso una didattica un po’ meno folkloristica, detto da parte di chi nella scuola ci crede ancora un po’. E non è né vecchio né bacchettone.

Le gemelle Kappa, vittime di loro stesse

Saturday, September 8th, 2007

Del delitto di Garlasco si dimentica con facilità il nome della vittima, un po’ meno quello delle cugine: le gemelle Cappa o, meglio, K. Sono inquietanti poiché mediaticamente perfette. Basta guardarle, con il taglio giusto, l’occhialetto giusto, la magrezza un po’ troppo da passerella, la giusta dose di sofferenza. Non hanno apparentemente sbagliato nulla. Figlie di una generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills, hanno sfruttato l’attimo, la popolarità che può capitare una volta sola, non importa in che momento. La stessa generazione cresciuta a Kinder e Beverly Hills però non le ha perdonate e le ha smascherate con fin troppa velocità, forse per l’eccessiva sfacciataggine, forse perché è davvero più nobile fare la letterina, la tronista. «Io sono molto predisposta a scrivere, sa? Sono quasi una giornalista. Studio comunicazione allo Iulm”, così ha risposto Paola Cappa alla giornalista di Mediaset. Eh sì nella provincia pavese benestante è difficile vivere. Qui la provincia è realmente più provincia. Le villette a schiera sono più grigie. E può sembrare forse che da fare le p.r. del Pavarotty (discobar accanto a loro) a essere giornalista, per una volta, il passo possa essere più breve del previsto. “Loro sono personaggi da reality, da tv generalista. Roba vecchia, che brucia subito”, così le ha definite Freccero (Anna, 6 settembre 2007). Così giovani e già così vecchie, morte ancora prima di nascere. Mangiate vive da una televisione e da media che non perdonano l’arretratezza soprattutto quando al varco c’ è la tua generazione che ti aspetta. Lì, impassabile, ad assassinarti con Photoshop.

Fonte delle foto: www.tgcom.mediaset.it

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